Pensieri del giorno

Respira

Respira,

sarai madre tutta la vita.

Insegnagli le cose IMPORTANTI, le cose VERE;

a saltare le pozzanghere, a osservare gli animali,

a dare baci e abbracci fortissimi.

Non dimenticare mai quegli abbracci

e non negarglieli mai;

può essere che tra qualche anno

gli abbracci che ti mancheranno

saranno proprio quelli che non gli hai dato.

Digli quanto gli vuoi bene,  ogni volta che lo pensi.

Lasciagli immaginare, e immagina con lui.

Non lasciarlo piangere, e piangi con lui.

Le pareti si possono ridipingere,

gli oggetti si rompono e si sostituiscono continuamente:

le urla della mamma fanno male per sempre.

Puoi lavare i piatti più tardi, mentre tu pulisci … LUI cresce.

Lui non ha bisogno di troppi giocattoli,

lavora di meno ed ama di più, e soprattutto respira.

Sarai madre per tutta la vita,

LUI sarà bambino solo una volta.

 

 

 

 

 

 

 

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I figli sono come aquiloni

gli insegnerai a volare

ma non voleranno il tuo volo;

gli insegnerai a sognare

ma non sogneranno il tuo sogno;

gli insegnerai a vivere

ma non vivranno la tua vita.

Ma ricorda che in ogni volo, in ogni sogno e in ogni vita rimarrà sempre l’impronta dell’insegnamento ricevuto.

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Vivere è bello

Dal momento della diagnosi di tumore, i famosi 5 anni sono l’unico traguardo a cui vuoi arrivare a tutti i costi. 5 anni è il periodo di tempo dopo il quale si può essere considerati ufficialmente guariti e la percentuale di probabilità che la malattia torni, diventa quasi uguale a quella della popolazione generale.
In questi cinque anni ho passato momenti difficilissimi a partire dalle cure pensati che ho dovuto sopportare a 16 anni e che mi hanno portata a non riuscire più ad avere il controllo del mio corpo. Avete mai provato cosa significa non riuscire a scrivere o a fare dei gradini perché un chemioterapico agisce sul vostro sistema nervoso con continui tremolii e diminuiti riflessi?
Non parliamo poi della nausea, quella ancora mi perseguita nel ricordo.
Però mica può essere sempre tutto negativo, la malattia mi ha comunque dato molto, mi ha permesso di crescere più in fretta, tanto che ancora oggi chi incontro e inizia a conoscermi per la prima volta, spesso mi dice: “sai, mentalmente non ti do 21 anni!”. Mi ha permesso di conoscere tanti ragazzi fantastici che hanno vissuto come me questo percorso insolito, una di loro ormai è una presenza certa e fissa nella mia vita.
La malattia mi ha dato la voglia di trasmettere un messaggio: “la vita non è facile ma cazzo se vale la pena di essere vissuta! E anche da malattie come queste, si può guarire” ed è stata quella la ragione che mi ha spinta ad aprire il blog che ancor oggi porto avanti con migliaia di visualizzazioni e a partecipare lo scorso ottobre, alla campagna pubblicitaria sulla medicina narrativa, andata in onda nelle reti Mediaset.
Il tumore mi ha resa più sensibile e questa è la ragione per cui ho intrapreso la strada dell’infermieristica che ancora oggi sto portando avanti. Quando entro in reparto e vedo i pazienti che per un motivo o per l’altro sono ricoverati, riesco ad immedesimarmi in ciò che provano e questo è un motivo ancora più forte per fare bene il mio lavoro. La comunicazione del prossimo tirocinio in oncologia, l’ho presa un po’ come un segno del destino.
Purtroppo avere avuto un tumore significa anche restare spesso e volentieri con l’ansia quando qualcosa nel corpo non funziona. Arriva il periodo dei controlli annuali e inizia a salirti il panico che l’ecografia o la radiografia non vadano bene. E se i linfonodi fossero troppo grossi? E se la VES e i globuli bianchi fossero troppo alti?. Quando ti senti stanca improvvisamente e senza un motivo, non ti verrà mai in mente che magari hai semplicemente dormito poco o hai avuto una giornata pensante. No, penserai immediatamente che il linfoma sia tornato a mangiarti il corpo. Perché ragazzi diciamocelo, quando ti scotti una volta, poi hai paura anche solo a guardarlo da lontano il fuoco.
Però oggi una cosa mi permetto di farla: sono passati 5 anni e io un bel dito medio a sto cazzo di linfoma lo voglio alzare! vorrei festeggiare, gridare il suo nome a squarciagola, ma sono forse un po’ troppo scaramantica! diciamo che mi limiterò a soffiare le 5 candeline pensando con un sorriso che anche questo ennesimo, importantissimo traguardo è stato raggiunto!
28/4/2011 – 28/4/2016
Debora.

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Nostalgia

Come oncologo con 29 anni di esperienza professionale, posso affermare di essere cresciuto e cambiato a causa dei drammi vissuti dai miei pazienti. Non conosciamo la nostra reale dimensione fino a quando, in mezzo alle avversità, non scopriamo di essere capaci di andare molto più in là.

Ricordo con emozione l’Ospedale Oncologico di Pernambuco, dove ho mosso i primi passi come professionista. Ho iniziato a frequentare l’infermeria infantile e mi sono innamorato dell’oncologiapediatrica.

Ho assistito al dramma dei miei pazienti, piccole vittime innocenti del cancro. Con la nascita della mia prima figlia, ho cominciato a sentirmi a disagio vedendo la sofferenza dei bambini. Fino al giorno in cui un angelo è passato accanto a me!

Vedo quell’angelo nelle sembianze di una bambina di 11 anni, spossata da due lunghi anni di trattamenti diversi, manipolazioni, iniezioni e tutti i problemi che comportano i programmi chimici e la radioterapia. Ma non ho mai visto cedere quel piccolo angelo. L’ho vista piangere molte volte; ho visto anche la paura nei suoi occhi, ma è umano!

Un giorno sono arrivato in ospedale presto e ho trovato il mio angioletto solo nella stanza. Ho chiesto dove fosse la sua mamma. Ancora oggi non riesco a raccontare la risposta che mi diede senza emozionarmi profondamente.

“A volte la mia mamma esce dalla stanza per piangere di nascosto in corridoio. Quando sarò morta, penso che la mia mamma avrà nostalgia, ma io non ho paura di morire. Non sono nata per questa vita!”

“Cosa rappresenta la morte per te, tesoro?”, le chiesi.

“Quando siamo piccoli, a volte andiamo a dormire nel letto dei nostri genitori e il giorno dopo ci svegliamo nel nostro letto, vero? (Mi sono ricordato delle mie figlie, che all’epoca avevano 6 e 2 anni, e con loro succedeva proprio questo)”.

“È così. Un giorno dormirò e mio Padre verrà a prendermi. Mi risveglierò in casa Sua, nella mia vera vita!”

Rimasi sbalordito, non sapendo cosa dire. Ero scioccato dalla maturità con cui la sofferenza aveva accelerato la spiritualità di quella bambina.

“E la mia mamma avrà nostalgia”, aggiunse.

Emozionato, trattenendo a stento le lacrime, chiesi: “E cos’è la nostalgia per te, tesoro?”

“La nostalgia è l’amore che rimane!”

Oggi, a 53 anni, sfido chiunque a dare una definizione migliore, più diretta e più semplice della parola “nostalgia”: è l’amore che rimane!

Il mio angioletto se ne è andato già molti anni fa, ma mi ha lasciato una grande lezione che mi ha aiutato a migliorare la mia vita, a cercare di essere più umano e più affettuoso con i miei pazienti, a ripensare ai miei valori. Quando scende la notte, se il cielo è limpido e vedo una stella la chiamo il “mio angelo”, che brilla e risplende in cielo.

Immagino che nella sua nuova ed eterna casa sia una stella folgorante.

Grazie, angioletto, per la vita che ho avuto, per le lezioni che mi hai insegnato, per l’aiuto che mi hai dato. Che bello che esista la nostalgia! L’amore che è rimasto è eterno.

(Dr. Rogério Brandão, oncologo)

… Grazie Chiara

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Sorridi!

Ho imparato a sorridere nonostante tutto…quando tutto sembra buio e spento, quando anche i colori se ne vanno un sorriso può cambiarti la vita…perché il sorriso è la causa non l’effetto della felicità. Ho imparato che la forza di un sorriso è inesauribile, che in fondo non costa nulla ma può avere un immenso valore…ho imparato che ci sono persone che vivono per un tuo sorriso.
Ho imparato che il mondo sorride troppo poco, sempre troppo occupato in cose inutili, sempre troppo pre-occupato, sempre troppo cieco.
Ho imparato che quando trovi una persona il cui sorriso è l’ultima cosa a cui pensi la sera, e l’unica che speri di vedere al mattino, è la persona da tenersi stretta tutta la vita. E per quel sorriso daresti la vita.
Ho imparato che col sorriso si possono sconfiggere le malattie… perché un sorriso ti salva la vita. E io ne sono la prova
A te che sei la fonte inesauribile dei miei sorrisi …
Sono passati 6 anni vivi amore … Mamma

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